Scopriminiera

30 luglio 2010

IN MINIERA IN MTB

Per tutti gli appassionati che vorranno imitare gli atleti dell\'Ironbike da domenica 1 agosto sarà possibile percorrere i sotterranei della Miniera a Gianna anche in bicicletta. Per informazioni e prenotazioni:
La Foresteria di Massello 0121.808678 (Mario)

28 luglio 2010

SCOPRIALPI - Nuovo percorso di visita alla miniera Gianna

A partire da domenica 1 agosto Scopriminiera aprirà al pubblico il nuovo percorso di visita geologico: ScopriAlpi.
Un entusiasmante viaggio nel tempo e nello spazio per ricostruire i fenomeni che hanno portato alla formazione della catena alpina.
Prenotazione obbligatoria: 0121.806987.

27 luglio 2010

PERCORSI D\'ESTATE 2010

Estate di natura, cultura e sport per trascorrere i mesi più attesi dell’anno alla scoperta dei numerosi itinerari promossi dell’Ecomuseo Regionale delle Miniere e della Val Germanasca - Scopriminiera.
Nuovi percorsi di visita alle miniere Paola e Gianna si alterneranno ad escursioni alla scoperta della natura incontaminata della Val Germanasca.
Tante proposte in grado di soddisfare tutte le esigenze.


Calendario
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La comunità

L’identità di questa valle è segnata da un passato di dissidenza religiosa e civile, da una dimensione europea della sua storia e da un’apertura in campo ecumenico a livello internazionale. In questi ultimi anni il fenomeno delle minoranze religiose e della loro valorizzazione culturale ha suscitato un interesse crescente nei confronti dei valdesi e di queste valli, contribuendo a formare negli abitanti e nei visitatori la coscienza di trovarsi in un’area con identità particolare.

Identità caratterizzata non solo dalla presenza delle due confessioni religiose (valdese e cattolica), ma anche dai caratteri linguistici e dalla vocazione montanara tipici di questo territorio di confine.

La lingua

Il "patouà"

Parlando della Val Germanasca occorre dedicare qualche riga alle lingue di maggior diffusione sul territorio, patrimonio di gran parte della popolazione.
Il "Patouà", l’occitano provenzale alpino, una variante della lingua d’Oc parlata nella Francia meridionale, affianca nell’uso quotidiano il piemontese, lingua abituale delle località della bassa valle. Le sue origini si perdono nei secoli, ma in Val Germanasca si è conservato nelle sue caratteristiche essenziali, pur essendosi tramandato attraverso le generazioni soprattutto per via orale.
Nel Medioevo la letteratura manoscritta valdese dei predicatori itineranti, conservata oggi a Cambridge, Ginevra e Dublino, era espressa in una lingua di tipo provenzale, letteraria, non parlata, avente una stretta parentela con quella parlata attualmente nelle Valli Valdesi. Di qui la denominazione di “dialetto valdese”, ora sostituita da occitano, o occitano provenzale alpino o più familiarmente patouà. Da secoli viene parlato sia dalla popolazione valdese sia da quella cattolica.
Negli ultimi decenni, una rinnovata sensibilità associata alla spinta data dalla Legge Regionale 482/99 per la tutela delle lingue minoritarie, ha fatto sì che fiorissero numerose iniziative di sostegno allo studio dell’occitano da parte di associazioni e ricercatori. Una vasta pubblicistica di tipo specialistico o amatoriale, risalente ai primi anni del ‘900, comparsa soprattutto sui giornali locali, testimonia l’interesse mai sopito per questa materia. Nella seconda metà del secolo scorso, il fenomeno si estende a un buon numero di periodici e gruppi culturali, grazie anche all’opera di studiosi come i professori Teofilo Pons e Arturo Genre, ai quali si devono le ricerche più approfondite sulla lingua, le tradizioni, l’ambiente, i proverbi, la toponomastica locali. Una prima edizione del 1973 del “Dizionario del dialetto occitano della Val Germanasca” a cura di Teofilo Pons rappresenta la base del lavoro specialistico di Arturo Genre, che farà precedere l’edizione del 1977 da una vera e propria grammatica. Sotto la spinta di associazioni come “la Valaddo”, di Villaretto Chisone, il cui periodico risale agli anni ’70, altri prontuari grammaticali hanno visto la luce a partire dal 2003.
Un’attiva collaborazione fra i due Istituti scolastici della zona, Comunità Montana Valli Chisone e Germanasca, Comunità Montana Val Pellice, Associazione "La Valaddo" e la Società di Studi Valdesi ha permesso la nascita dello “Sportello del Patouà” che ha sede a Pomaretto presso la sede dell’Associazione “Amici della Scuola Latina” per la produzione di materiale didattico di base per l’insegnamento dell’occitano nelle scuole, anche grazie al sostegno della Regione Piemonte e della Provincia di Torino. Lo sportello, nato nel 2004 su delega dei 16 comuni della valle e in collaborazione con la Comunità Montana, è a disposizione della popolazione, mentre una biblioteca del "Patouà" è stata allestita presso la stessa sede.


Il francese

L’uso del francese è stato favorito dalla posizione geografica di confine con la Francia e dai contatti che, nel corso dei secoli, i valdesi intrattennero con le chiese ugonotte del Delfinato e di Ginevra. All’inizio del ‘900, la chiusura delle suolette di quartiere (scuole "Beckwith") ed il passaggio alla scuola di Stato, segnarono il declino della lingua francese, anche se le comunità valdesi cercarono di opporvisi. La legge e i decreti del periodo fascista, tendenti all’italianizzazione, provocarono un progressivo abbandono di questa lingua. Un’ulteriore contrazione si registrò in modo naturale nel dopoguerra.


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