Scopriminiera

25 maggio 2012

25/27 maggio 2012: 4a Giornata Nazionale Miniere

Scopriminiera aderisce alla “ 4a Giornata nazionale sulle miniere”, che coinvolge ed accomuna moltissime realtà su scala nazionale.L'Ecomuseo ha organizzato due appuntamenti distinti, ma accomunati da un unico filo conduttore: il racconto di DORA, il lager sotterraneo nel cuore della Germania dell’Est.
• venerdì 25 maggio 2012, ore 20.45
Sala incontri “T. Pons”, Scuola Latina di Pomaretto
“DORA: la miniera, il lager, il ritorno”
La video testimonianza del deportato Albino Moret e le immagini di Walter Frentz
Con Clara Bounous

• domenica 27 maggio 2012, ore 10.00
Scopriminiera, spazi museali esterni
“L’inferno di DORA”
Apertura al pubblico della mostra e proiezione a ciclo continuo dei due video dedicati
Con Clara Bounous e Paolo Moret (figlio del testimone Albino Moret)

19 maggio 2012

TEATRO: A TROPPO CARO PREZZO

Sabato 19 maggio, alle ore 20.30 ha inizio la stagione di spettacoli teatrali offerti da Scopriminiera. Quest’anno la scelta per l’apertura del calendario è caduta sulla Filodrammatica Valdese di Pomaretto con lo spettacolo “A troppo caro prezzo”.
Uno spettacolo prodotto al 100% da un gruppo di appassionati (composto da molti giovani, ma con anche la presenza di ex minatori) che, ripristinando un’antica tradizione dei gruppi giovanili valdesi, ha pensato, scritto e messa in scena un dramma sul tema dell'emigrazione, che parte da vissuti e fondamenti storici. Il tutto senza tuttavia discostarsi dall’attualità e fornendo agli spettatori spunti di riflessione anche attraverso l’ausilio di nuove tecnologie multimediali.

Perché questa scelta di iniziare con una compagnia di non professionisti? Barbara Pons, la responsabile del programma di animazione culturale dell’Ecomuseo delle Miniere, dà questa risposta: “Innanzitutto perché la proposta, che viene dal territorio, fa sì che i luoghi dell’ecomuseo diventino finalmente laboratorio di attività per e con la comunità residente, che può così sperimentare nuove forme di partecipazione ed espressione”.

Per assistere allo spettacolo è necessaria la prenotazione (costo del biglietto € 8.00 - 60 posti max).

Prima dello spettacolo sarà possibile usufruire del servizio di ristorazione c/o “Il Ristoro del Minatore” che propone un menù cena a prezzo fisso di € 10.00 (prenotazione obbligatoria).

30 marzo 2012

Sui Sentieri dell'Ecomuseo: 3a serata

Venerdì 30.03 alle ore 20.45 a pomaretto (c/o Scuola Latina) si svolgerà il terzo ed ultimo appuntamento dedicato dall'Ecomuseo alla presentazione di progetti e programmi di valorizzazione di reti sentieristiche ed escursionistiche. La serata sarà interamente dedicata all'itinerario del Glorioso Rimpatrio dei Valdesi, con l'intervento della dott.ssa Elena Di Bella dirigente della Provincia di Torino e la proiezione del reportage della Tv Svizzera "Moderni viaggiatori, antiche tracce"
Ingresso Libero


In allegato il comunicato stampa scaricabile


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Cosa sono gli ecomusei

Insomma, che cos’è un ecomuseo?

Questa domanda sorge spontanea e molte sono le voci che nel tempo hanno cercatodi dare una risposta. Ecco alcune delle più autorevoli:


“L’ecomuseo è un’ istituzione culturale che assicura in modo permanente, su un dato territorio, le funzioni di ricerca, presentazione, valorizzazione di un insieme di beni naturali e culturali, rappresentativi di un ambiente e dei modi di vita che vi si succedono, con la partecipazionedella popolazione stessa ”

(G.H. Rivière)


“Un ecomuseo è un'istituzione che gestisce, studia, esplora con fini scientifici, educativi e culturali in genere, il patrimonio globale di una certa comunità, comprendente la totalità dell'ambiente naturale e culturale di questa comunità. Un ecomuseo è uno strumento che un potere e una popolazione concepiscono, fabbricano e esplorano assieme. Questo potere, con gli esperti, le agevolazioni, le risorse che fornisce. Questa popolazione, secondo le proprie aspirazioni, con le proprie culture, con le proprie capacità di accesso.
Un ecomuseo è uno specchio in cui questa popolazione si guarda, per riconoscersi, cercando la spiegazione del territorio al quale appartiene, assieme a quelle popolazioni che l'hanno preceduta, nella discontinuità o nella continuità delle generazioni. Uno specchio che questa popolazione offre ai propri ospiti, per farsi meglio comprendere, nel rispetto del suo lavoro, dei suoi comportamenti, della sua intimità”

(H. de Varine)


L’unica verità è che non esiste l’“ecomuseo” per antonomasia: ogni ecomuseo è concepito e costruito con e sul territorio.


Tuttavia è universalmente riconosciuto che un ecomuseo, per potersi definire tale. debba possedere alcuni requisiti:

  • un territorio (inteso in senso fisico di “spazio” e anche in quanto“memoria storica”)
  • una comunità (gli abitanti, gli amministratori, le associazioni e in generale tutti coloro che vivono il territorio)
  • un progetto (ideato dalla comunità, con obiettivi ben definiti e condivisi, che possano essere discussi e riesaminati periodicamente, e che, a partire dalle risorse del territorio, sia finalizzato ad accrescerne il valore attraverso un vero processo di sviluppo locale)

Noi stessi, operatori, volontari e dipendenti ci troviamo a volte in difficoltà nel cercare di fornire una definizione alla inevitabile diffidenza degli abitanti di un territorio di fronte all’iniziale “insediamento” di un ecomuseo. La stessa naturale diffidenza che si prova di fronte a ciò chepoco si conosce e che per di più sfugge ad una precisa definizione.



E allora proviamo a porre la domanda in altri termini: cosa fa un ecomuseo?

Tante cose.
Lavora per e sul territorio. Lavora per e con la propria comunità.
Propone iniziative ed attività, con il gravoso compito di fungere da ponte tra generazioni diverse, tra culture diverse, tra tradizioni diverse.
Sovente l’operato degli ecomusei è profondamente apprezzato sia dalla popolazione indigena, sia da un turismo sempre più esigente.
Le iniziative infatti sono proposte dagli ecomusei con lo scopo di far riscoprire il patrimonio naturale, culturale e tradizionale di un territorio innanzituttoalla popolazione locale.


Il patrimonio di un ecomuseo è infatti ingente: il territorio e la cultura dei suoi abitanti, le costruzioni e le infrastrutture legate alle attività tradizionali che nel corso del tempo ne hanno modellato il paesaggio, le relazioni che si sono sviluppate tra le varie componenti locali, gli oggetti di lavoro e uso quotidiano che raccontano gli stili di vita e le consuetudini della vita popolare. Anche gli “elementi immateriali” come canti, tradizioni culinarie o dialetti compongono il patrimonio dell’ecomuseo. La conservazione e l’archiviazione dei reperti non sono sufficienti a definire un ecomuseo che nasce invece dalla mescolanza di ricerca, interpretazione e comunicazioneal pubblico.


Gli ecomusei funzionano laddove, col passare degli anni, si riscontri una sempre maggiore partecipazione alle manifestazioni e alle iniziative, che sfoci in un rapporto diretto con la popolazione locale, che non si limiti a subire gli stimoli proposti, ma che interagiscano direttamente, proponendo nuove cose e rendendosi disponibili per le conseguenti realizzazioni.
Attorno all’ecomuseo si forma così un nutrito gruppo di collaboratori e di volontari, assolutamente variegato per quel che concerne l’età, l’estrazione sociale e le competenze professionali, ma altrettanto uniforme riguardo l’amore per la propria terra, la voglia e la curiosità di riscoprire il passato e le tradizioni, e la molta disponibilità allacollaborazione.


Un buon ecomuseo non si farà mai notare per il grande evento. Un ecomuseo ha bisogno di tempo per lavorare e stabilire dei rapporti con le persone, gli enti, le organizzazioni e associazioni che lo abitano. È un lavoro delicato, leggero, intenso e mai invadente, che va a stabilire una rete, una trama di relazioni assolutamente necessarie per la reale valorizzazione di un territorio.
Una rete di relazioni e collaborazioni, sviluppata negli anni, che si ricollega alla più vasta rete ecomuseale italiana ed internazionale.



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