Cosa sono gli ecomusei
Insomma, che cos’è un ecomuseo?
Questa domanda sorge spontanea e molte sono le voci che nel tempo hanno cercatodi dare una risposta. Ecco alcune delle più autorevoli:
“L’ecomuseo è un’ istituzione culturale che assicura in modo permanente, su un dato territorio, le funzioni di ricerca, presentazione, valorizzazione di un insieme di beni naturali e culturali, rappresentativi di un ambiente e dei modi di vita che vi si succedono, con la partecipazionedella popolazione stessa ”
(G.H. Rivière)
“Un ecomuseo è un'istituzione che gestisce, studia, esplora con fini scientifici, educativi e culturali in genere, il patrimonio globale di una certa comunità, comprendente la totalità dell'ambiente naturale e culturale di questa comunità. Un ecomuseo è uno strumento che un potere e una popolazione concepiscono, fabbricano e esplorano assieme. Questo potere, con gli esperti, le agevolazioni, le risorse che fornisce. Questa popolazione, secondo le proprie aspirazioni, con le proprie culture, con le proprie capacità di accesso.
Un ecomuseo è uno specchio in cui questa popolazione si guarda, per riconoscersi, cercando la spiegazione del territorio al quale appartiene, assieme a quelle popolazioni che l'hanno preceduta, nella discontinuità o nella continuità delle generazioni. Uno specchio che questa popolazione offre ai propri ospiti, per farsi meglio comprendere, nel rispetto del suo lavoro, dei suoi comportamenti, della sua intimità”
(H. de Varine)
L’unica verità è che non esiste l’“ecomuseo” per antonomasia: ogni ecomuseo è concepito e costruito con e sul territorio.
Tuttavia è universalmente riconosciuto che un ecomuseo, per potersi definire tale. debba possedere alcuni requisiti:
- un territorio (inteso in senso fisico di “spazio” e anche in quanto“memoria storica”)
- una comunità (gli abitanti, gli amministratori, le associazioni e in generale tutti coloro che vivono il territorio)
- un progetto (ideato dalla comunità, con obiettivi ben definiti e condivisi, che possano essere discussi e riesaminati periodicamente, e che, a partire dalle risorse del territorio, sia finalizzato ad accrescerne il valore attraverso un vero processo di sviluppo locale)
Noi stessi, operatori, volontari e dipendenti ci troviamo a volte in difficoltà nel cercare di fornire una definizione alla inevitabile diffidenza degli abitanti di un territorio di fronte all’iniziale “insediamento” di un ecomuseo. La stessa naturale diffidenza che si prova di fronte a ciò chepoco si conosce e che per di più sfugge ad una precisa definizione.
E allora proviamo a porre la domanda in altri termini: cosa fa un ecomuseo?
Tante cose.
Lavora per e sul territorio. Lavora per e con la propria comunità.
Propone iniziative ed attività, con il gravoso compito di fungere da ponte tra generazioni diverse, tra culture diverse, tra tradizioni diverse.
Sovente l’operato degli ecomusei è profondamente apprezzato sia dalla popolazione indigena, sia da un turismo sempre più esigente.
Le iniziative infatti sono proposte dagli ecomusei con lo scopo di far riscoprire il patrimonio naturale, culturale e tradizionale di un territorio innanzituttoalla popolazione locale.
Il patrimonio di un ecomuseo è infatti ingente: il territorio e la cultura dei suoi abitanti, le costruzioni e le infrastrutture legate alle attività tradizionali che nel corso del tempo ne hanno modellato il paesaggio, le relazioni che si sono sviluppate tra le varie componenti locali, gli oggetti di lavoro e uso quotidiano che raccontano gli stili di vita e le consuetudini della vita popolare. Anche gli “elementi immateriali” come canti, tradizioni culinarie o dialetti compongono il patrimonio dell’ecomuseo. La conservazione e l’archiviazione dei reperti non sono sufficienti a definire un ecomuseo che nasce invece dalla mescolanza di ricerca, interpretazione e comunicazioneal pubblico.
Gli ecomusei funzionano laddove, col passare degli anni, si riscontri una sempre maggiore partecipazione alle manifestazioni e alle iniziative, che sfoci in un rapporto diretto con la popolazione locale, che non si limiti a subire gli stimoli proposti, ma che interagiscano direttamente, proponendo nuove cose e rendendosi disponibili per le conseguenti realizzazioni.
Attorno all’ecomuseo si forma così un nutrito gruppo di collaboratori e di volontari, assolutamente variegato per quel che concerne l’età, l’estrazione sociale e le competenze professionali, ma altrettanto uniforme riguardo l’amore per la propria terra, la voglia e la curiosità di riscoprire il passato e le tradizioni, e la molta disponibilità allacollaborazione.
Un buon ecomuseo non si farà mai notare per il grande evento. Un ecomuseo ha bisogno di tempo per lavorare e stabilire dei rapporti con le persone, gli enti, le organizzazioni e associazioni che lo abitano. È un lavoro delicato, leggero, intenso e mai invadente, che va a stabilire una rete, una trama di relazioni assolutamente necessarie per la reale valorizzazione di un territorio.
Una rete di relazioni e collaborazioni, sviluppata negli anni, che si ricollega
alla più vasta rete ecomuseale italiana ed internazionale.
