Gastronomia e artigianato
La Val Germanasca presenta una gastronomia fatta di prodotti locali semplici, naturali che sono sopravvissuti nonostante l’incalzare della civiltà industriale e vengono ancora riproposti nei ristoranti tipici, negli agriturismi, in occasioni di feste paesane o di festività religiose. Si tratta di una cucina che segue il ritmo delle stagioni e si avvale dei prodotti della terra e di ciò che la natura offre spontaneamente. Sono molti i piatti tipici che consentono di conoscere gli antichi sapori di valle, come la zuppa valdese, le "calhëtte", i "tourtèl". La cucina locale infatti riprende quella degli avi, fatta di cibi di montagna poveri ma genuini: patate, polenta, castagne, latte, pane, uova, formaggi.
La patata
In passato importante fonte di sostentamento per le popolazioni delle valli, è ancora coltivata in antiche selezioni locali di alta quota che presentano qualità organolettiche pregevoli e difficilmente ottenibili nelle coltivazioni intensive di pianura. Si può trovare come indiscussa protagonista della cucina tradizionale nelle ricette di zuppe, frittate, gnocchi e “calhëtte”.
Latte e prodotti caseari
La pastorizia e la lavorazione del latte sono sempre stati una preziosissima risorsa per l’economia locale. Il latte soprattutto bovino, era destinato al consumo della famiglia, e quando possibile alla trasformazione ed alla vendita. Dalla lavorazione del latte si producono ancora oggi formaggi rustici e gustosi, tra cui si spiccano le “toume” ed i “toumin”.
Il miele
In Val Germanasca il miele vanta una lunga tradizione ed una certa rinomanza.
Il più noto è il “millefiori”, ma sono conosciute
anche le produzioni dall’acacia, dal tiglio, dal castagno, dal rododendro
e dai fiori di montagna.
I vini e i liquori
Il “Ramìe” è un vino D.O.C. del Pinerolese,
frutto di una viticoltura “eroica” sugli assolati, ma ripidi
pendii rocciosi di Pomaretto e Perosa Argentina. Prodotto con uve Avanà,
Avarengo e Neretto, deriva il suo nome da “ramìe”,
una catasta di legna che i viticoltori ammucchiavano durante i lavori di
disboscamento
per potere impiantare i vigneti. È un vino dal colore rosso più o
meno intenso, dal sapore asciutto e dall’inteso aroma fruttato, che
può raggiungere gli 11/13 gradi.
Infine dalle erbe e dai fiori che la natura offre spontaneamente si ricavano
preziosi liquori tra i quali spiccano il “Barathier” ed il “Genepì Blanc”.
La cucina delle valli
Souppo Barbëtto (zuppa valdese), calhëtte, tourtèl, … nomi in occitano ad indicare i piatti della tradizione, alcuni dei quali si possono gustare ancora oggi nei ristoranti e agriturismi della zona. Patate, latte, uova, sono gli ingredienti base di molti di questi piatti, recentemente riscopertie riproposti al visitatore.
- La Souppo Barbëtto
Piatto consumato ancora oggi dai Valdesi il 17 febbraio (festività valdese). Deliziosa zuppa di grissini e cannella con brodo di gallina o manzo e formaggio. - Lou Tourtèl
Una tradizionale frittella preparata con latte e farine di frumento e grano saraceno, che viene cotta nella tradizionale padella di talco unta con il lardo. Si può farcire con il miele, marmellata di frutti di bosco. - La Calhëtto
Sono polpette che si preparano con le patate grattugiate crude mescolate ad un soffritto di cipolla, pancetta sminuzzata e con aggiunta di uova e farina.
L’artigianato
Da secoli il legno ed il talco sono prodotti tipici delle valli. Se la lavorazione del talco è “rara”, il legno resta il materiale principe. Nelle valli operano ancora oggi molti falegnami, tra cui numerosi sono gli artigiani che si dedicano con passione al restauro ed alla fabbricazione di mobili e complementi d’arredo. Accanto alle botteghe continuano a vivere anche i mestieri della tradizione. Le abitazioni, gli arredi e le chiese conservano le testimonianze di questi saperi.
La lavorazione del legno
Oggi il lavoro del falegname è la realtà più affermata
in valle. In valle sono invece presenti pochi artigiani che producono gerle
e ceste, intagliatori, scultori che lavorano il talco.
Alcune donne confezionano ancora artigianalmente la tipica cuffia del costume valdese (o della Val Germanasca).
Vi è anche un’interessante attività amatoriale di lavorazione del cuoio, di costruzione di soprammobili in pietra e legno, di pittura e scultura di vari materiali.
Il settore artigianale, che ha subito un drastico calo negli ultimi anni
soprattutto per la crisi del settore agricolo, recentemente è in
lenta ripresa.
Loading images...
