La Val Germanasca, una vallata alpina a 70 Km a sud-ovest di Torino, è conosciuta per la presenza di un bacino minerario, per l’estrazione del talco, fra i più ricchi ed articolati d’Europa. SCOPRIMINIERA/SCOPRIALPI, Sito principale dell’Ecomuseo Regionale, propone le visite in sotterraneo alle miniere di talco dismesse Paola e Gianna. I percorsi, che si svolgono parte a piedi e parte in trenino lungo quasi 4 km di gallerie e cunicoli, sono due ed entrambi offrono al pubblico dei visitatori la possibilità di vivere entusiasmanti momenti di scoperta.

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SCOPRIMINIERA (miniera Paola): approfondisce il tema del contadino-minatore e testimonia i quasi 200 anni di estrazione del famoso “Bianco delle Alpi” (varietà di talco rara e pregiatissima) che hanno profondamente segnato questa valle e l’industria estrattiva in Italia;

SCOPRIALPI (miniera Gianna): grazie alla presenza di un’importante linea di confine tra due unità geologiche ben distinte, consente di ricostruire la formazione della catena alpina proprio dal suo interno laddove gli elementi che l’hanno generata sono visibili e tangibili.
Oltre alle visite in sotterraneo, nelle aree e negli edifici industriali adiacenti all’imbocco della Miniera Paola, è possibile visitare l’esposizione museale permanente. Sono inoltre presenti una sala video, l’Archivio Storico delle Miniere, i laboratori per attività didattiche, il Centro di Accoglienza dell’Ecomuseo Regionale, il book-shop ed il bar-ristorante “Il Ristoro del Minatore”.

Mappa didattica

SCOPRIMINIERA

LA STORIA

Le prime ricerche di minerali nelle valli Chisone e Germanasca risalgono probabilmente ad un periodo molto lontano, anche se non ne è stata tramandata documentazione attendibile.

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Tra le attività di maggior rilievo, sicuramente da annoverare le cave della Val Germanasca, che sin dal XVesimo secolo producevano marmo di ottima qualità, destinato a monumenti e palazzi di Torino (facciata del Duomo, colonne di Palazzo Reale, Villa Reale di Racconigi, statue della facciata di Palazzo Madama, ecc…). Anche l’estrazione di diorite dalle cave di Malanaggio (Porte) e Perosa Argentina ottenne un notevole successo, così come avvenne per la calcopirite proveniente dalle miniere del Bet, nei comuni di Massello e Pragelato.
Fu tuttavia l’estrazione della grafite ed in primis del talco a costituire il fulcro dell’attività estrattiva: attività che perdura ancora oggi con la produzione di una varietà di talco pregiatissima, il famoso “Bianco delle Alpi”.

Per evitare che il ricco patrimonio culturale, stratificatosi in oltre 200 anni di lavoro, andasse irrimediabilmente perso, la Comunità Montana Valli Chisone e Germanasca ha avviato e portato a termine un ambizioso progetto di conservazione e valorizzazione. Le testimonianze storiche del lavoro dei minatori e le infrastrutture minerarie abbandonate dall'attività estrattiva, opportunamente restaurate, sono ora SCOPRIMINIERA un prodotto turistico-culturale specifico della zona, organizzato per fornire nuove forme di occupazione e per soddisfare esigenze culturali, turistiche ed emotive dei nostri ospiti.

IL TALCO

Per indicare il talco, minerale appartenente alla classe dei “fillosilicati”, in Val Germanasca si utilizza spesso l’appellativo “péiro douso” (pietra dolce, tenera). In effetti si tratta di un minerale assai morbido, untuoso al tatto, dalla struttura lamellare e di colore bianco con svariate gradazioni dal niveo al bianco-avorio, dal bianco-verdastro al grigio o brunastro.

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Inizialmente impiegato come pietra ornamentale o per la produzione di oggetti di uso quotidiano (ferri da stiro, stufe, padelle,calamai, ecc…) assume un’importanza sempre maggiore con il progressivo riconoscimento delle sue peculiari proprietà chimico-fisiche, ossia essere inerte all’azione degli acidi (all’infuori dell’acido fluoridrico) ed a quella degli alcali, possedere un elevato punto di fusione (circa 1540° allo stato puro), assumere in seguito alla cottura un’elevata durezza (tale da rigare il vetro), risultare ottimo isolante e lubrificante a secco, avere un elevato potere assorbente delle sostanze grasse o lubrificanti.

All’inizio del XXesimo secolo, alla luce di tutte queste caratteristiche, il talco inizia ad essere utilizzato in molteplici settori, non più sottoforma di blocchi o pezzi, bensì ridotto in polvere finissima.
Si può tranquillamente affermare che a partire dagli anni della Prima Guerra Mondiale e ad arrivare all’oggi, non vi sia settore industriale nel quale il talco non abbia trovato applicazione.
Le maggiori applicazioni si incontrano nell’industria:
- tessile, quale addensante nell’apprettatura e lubrificante dei fili;
- saponiera, per assorbire olii grassi e fissare coloranti e profumi;
- del caucciù, come costituente delle gomme bianche e lubrificante degli stampi;
- cartiera, quale materiale di carica in sostituzione del caolino (aumenta alcune proprietà della carta quali bianchezza, patinatura, flessibilità e resistenza, la preserva dall’umidità e ne facilita la lavorazione, in particolare nella fase dell’ arrotolamento e della tagliatura)
- molitoria, per la brillatura del riso e contro l’azione di batteri ed agenti atmosferici;
- del cuoio, per la produzione dei grassi utilizzati nella conciatura,
- della ceramica, per la produzione di ceramica “craquelee” e di isolanti;
- vetraria, come ingrediente per paste di vetri speciali (opachi, da orologio);
- dei colori e delle vernici, al posto della creta e del gesso per l’assorbimento dei colori;
- farmaceutica e cosmetica, per la produzione di polveri essiccanti e rinfrescanti della pelle, di prodotti per il maquillage, di creme, di paste dentifrice e come polvere da massaggio;
- degli esplosivi, quale materiale di carica inerte,
- dei lubrificanti, per la preparazione di grassi per ruote (lubrificanti solidi);
- metallurgica, come rivestimento delle forme;
- agricola,nella preparazione dei concimi, delle miscele contro le malattie delle piante;
- dei legnami, per la verniciatura del legno grezzo;
- edilizia, come costituente per finti marmi, piastrelle, pavimenti e tetti.

Va inoltre sottolineato che la qualità del talco della Val Germanasca è riconosciuta in tutto il mondo: sia per indice di bianchezza, sia per purezza, è ritenuto uno dei più pregiati, tanto da aver recentemente conseguito le certificazioni di qualità ISO 9002 (1992), BS 7750 (1995), ISO 14001 (1996), ISO 9001:2000 (2003), 2004 GMP (2004).

ScopriMiniera / Miniera PAOLA

“Entrare in galleria a bordo del trenino dei minatori, percepire sulla pelle l’aria fresca, essere avvolti dall’oscurità del sottosuolo spezzata solamente dal luccichio del candido talco, rimanere stupiti dal silenzio assoluto delle miniera per poi trasalire alle forti vibrazioni dei martelli pneumatici o a causa di improvvise esplosioni: tutti i sensi sono magicamente coinvolti da questo gioco di contrasti che è Scopriminiera”


Il tour ScopriMiniera si svolge lungo la galleria di carreggio principale ed un grande anello sotterraneo adiacente i cantieri di estrazione, per un estensione complessiva di 1,5 km di gallerie e cunicoli. La visita guidata approfondisce il tema del contadino-minatore e testimonia i quasi 200 anni di estrazione del famoso “Bianco delle Alpi” (varietà di talco rara e pregiatissima) che hanno profondamente segnato questa valle e l’industria estrattiva in Italia.

SCOPRIALPI

LE ORIGINI

Nella regione transfrontaliera compresa tra il Briançonnais e la Maurienne (Francia) e le valli di Susa, Sangone, Chisone, Pellice e Germanasca (Italia) sono presenti tutti i litotipi e le strutture che permettono di ricostruire l’intera storia geologica delle Alpi. Paesaggi magnifici e rocce significative ci permettono di comprendere la geologia locale.

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Il territorio delle Alte Valli, accomunando i due versanti delle Alpi, rappresenta una spettacolare sezione geologica naturale attraverso la quale è possibile intercettare tutte le rocce che hanno contribuito alla formazione delle Alpi. Il paesaggio, i siti geologici, le rocce, i giacimenti minerari, le attività di riconversione già realizzate e la possibilità di metterle in rete sono la base per valorizzare e tutelare il ricco patrimonio geologico.
Da questi presupposti è nata l’idea di costituire il Geoparco delle Alpi Cozie, un progetto transfrontaliero innovativo e ambizioso, per la valorizzazione dell’ambiente e lo sviluppo economico locale.

Per riconoscere il valore del patrimonio geologico di questi territori è stato però fondamentale lo sfruttamento del ricco patrimonio minerario, con l’insieme di informazioni che si sono rese disponibili attraverso tale attività industriale. Ecco il perché della proposta SCOPRIALPI, che all’interno del programma di Geoparco rappresenta uno dei tasselli fondamentali per i visitatori interessati a comprendere i segreti della formazione delle Alpi: all’interno della miniera Gianna, a quasi 2 km di profondità dalla superficie, le gallerie di lavoro hanno infatti intercettato e reso visibile un “contatto tettonico”, una cicatrice segno della scontro fra gli antichi continenti africano ed europeo nella fase geologica che ha portato al sollevamento dei massicci montuosi che oggi vediamo tutto intorno a noi.

IL GEOPARCO TRANSFRONTALIERO

La Comunità Montana del Pinerolese, in partenariato con la Comunità Montana Valle di Susa e l'area francese della Maurienne e del Briançonnais, nell'ambito della Conferenza Alte Valli, ha presentato il progetto "Turismo nel Geoparco delle Alpi Cozie" all'interno del Piano Integrato Transfrontaliero "Le Alte Valli: la montagna fa sistema" ai sensi del Programma U.E. ALCOTRA 2007-2013. Il programma globale, che comprende altri quattro progetti singoli già conclusi e le attività di coordinamento e comunicazione, è stato finanziato per un importo complessivo di circa 9 milioni di euro e dovrà essere portato a compimento entro il 2013

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Il progetto di geoparco transfrontaliero si situa come strumento di valorizzazione e salvaguardia del paesaggio di siti di rilevanza ambientale e geologica, come supporto educativo per favorire l'apprendimento della storia del nostro pianeta ed in particolare delle Alpi, continuando ad accrescere la sensibilità verso uno sviluppo sostenibile, oltre che come nuovo elemento di offerta e di fruizione ambientale e turistica, rivolto non soltanto ad esperti, ma al grande pubblico, grazie ad un approccio divulgativo a tematiche scientifiche. Le rocce presenti nell'area del futuro geoparco, benché si trovino oggi fortemente deformate e trasformate nella mineralogia, permettono una ricostruzione delle tappe della nascita e dell'evoluzione delle Alpi.
Obiettivi primari del nascente geoparco sono:

• Proteggere e conservare: le specificità geologiche che testimoniano i processi evolutivi dell'origine delle Alpi;
• Educare alla conoscenza: della storia geologica e della dinamica evolutiva del nostro Pianeta per una corretta visione e gestione delle risorse naturali;
• Promuovere attività: di carattere educativo, didattico e di ricerca scientifica per accrescere le conoscenze sulla formazione delle Alpi e della Terra;
• Attivare nuove forme di turismo sostenibile: capaci di coniugare la conservazione con la rigenerazione economica e sociale, necessaria a soddisfare i bisogni della comunità locale;

ScopriAlpi / Miniera GIANNA

Un’avventura sorprendente, uno spettacolare viaggio nello spazio e nel tempo, nei sotterranei della miniera Gianna, dove sarà possibile attraversare un contatto tettonico, la cicatrice che conferma e testimonia lo scontro avvenuto 65 milioni di anni fa fra terre - quelle oggi sono l’Africa e l’Europa - che hanno dato origine alle nascita delle ALPI, così come le conosciamo noi oggi.

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Il percorso SCOPRIALPI conduce i visitatori attraverso anfratti, gallerie e strutture di una miniera aperta oltre 60 anni fa, utilizzata fino al 1995 per portare alla luce vagoni e vagoni di talco bianco purissimo e divenuta ora strumento per offrire a tutti un’esperienza di ricerca scientifica semplice ed allo stesso tempo coinvolgente e stimolante: maxi cartografie, videoproiezioni e installazioni multimediali, una “finestra di interpretazione geologica”, luci, suoni e voci narranti,… Apparecchiature e scenografie accompagneranno i visitatori lungo 3 ore di esplorazioni e scoperte.

Realizzato con il contributo di:
Unione-europea Regione-piemonte
C-SP Alcotra