I musei e le collezioni visitabili
La conoscenza e la divulgazione non si compiono con il solo allestimento
di mostre, musei e siti visitabili, ma soprattutto attraverso un continuo percorso
di ricerca, conservazione ed interpretazione, in cui la società locale
diviene al tempo stesso soggetto e oggetto della narrazione.
E’ possibile visitare i numerosi luoghi in cui la comunità si presenta
grazie all’azione congiunta di istituzioni, associazioni e volontari
che collaborano per garantire il funzionamento della fitta rete di risorse
culturali disseminate
in valle.
- Centro di Accoglienza dell’Ecomuseo Regionale delle Miniere e della Val Germanasca (Prali– Salza di Pinerolo)
- Scopriminiera (Prali)
- Museo dei “Salsin” (Salza di Pinerolo)
SISTEMA MUSEALE ECO-STORICO DELLE VALLI VALDESI
Il termine "Valli valdesi" indica il nome con cui spesso sono conosciute
oltre alla Val Germanasca anche la Val Pellice e la bassa Val Chisone. La lunga
storia del movimento valdese ha lasciato sul territorio musei, luoghi, edifici,
che ne mettono in luce gli aspetti storici, culturali e religiosi. Le comunità valdesi
hanno iniziato sin dalla fine del XIX secolo a tutelare questo ricco patrimonio
culturale, promovendo un processo di valorizzazione che porta ad avere oggi
numerose strutture visitabili. Il complesso si è organizzato nel “Sistema
Museale Eco-storico delle Valli Valdesi”, che attualmente comprende 10
realtà museali e 5 luoghi di memoria. Le attività vengono promosse
unitariamente attraverso il Coordinamento Musei e Luoghi Storici Valdesi di
Torre Pellice. L’Ufficio
promozione itinerari valdesi "Il Barba" svolge funzioni di segreteria
per il Coordinamento e gestisce le visite guidate e i laboratori didattici.
In Val Germanasca è possibile visitare:
- Museo Valdese della Balsiglia: L’ultima trincea (Massello)
- Museo di Rodoretto: La valle solitaria (Prali)
- Museo Valdese di Prali (Prali)
- Esposizione permanente “Antichi mestieri” – Scuola
Latina (Pomaretto)
MULINI PER CEREALI
I mulini, così come i frantoi,
i forni e le fontane rivestivano un ruolo fondamentale nell’economia
e nella vita sociale dei villaggi. In particolare il possesso del mulino garantiva
una considerevole fonte di reddito sia nel caso di proprietà privata
sia nel caso di proprietà comunale. La presenza di numerosi mulini in
Val Germanasca testimonia la complessa organizzazione sociale che necessitava
la gestione comunitaria della manutenzione e dell’utilizzo. Il divieto
alla macinazione comunitaria imposto dalla legislazione nel 1920 determinò la
chiusura della maggioranza dei mulini.
Ad oggi sono ancora rinvenibili molti ruderi dislocati in tutta la valle, di
cui il più antico risulta essere il Mulino di “Chantorano” in
comune di Salza di Pinerolo, indicato negli atti notarili dei “Signori
della Val San Martino” nel 1592.
Da una ricerca degli anni ’70 risultano censiti oltre 35 tra mulini per
cereali e frantoi per noci.
Grazie al lavoro di alcune associazioni e volontari è stato possibile
procedere ad interventi di restauro su alcuni mulini nel comuni di Perrero
e Massello ed alla creazione di un percorso di interpretazione denominato “Sentiero
la Ruota e l’Acqua”.
- Mulino Fassi (Perrero)
