Il Progetto
Sicuramente alle miniere va ritagliato un posto di prim’ordine in questa
realtà: l’attività estrattiva è stata per lungo
tempo il motore economico della valle ed intorno alle gallerie ruotava e si
articolava la vita delle famiglie.
Quando, a metà degli anni ’80, l’attività estrattiva
sembra giunta al capolinea e il ricordo dell’esperienza mineraria destinato
ad essere tramandato di padre in figlio in un gioco di “telefoni senza
filo” che, come si può ben immaginare risulta essere poco affidabile,
qualcosa si muove…
Sarà l’orgoglio dei montagnini, sarà l’ottima intesa
trovata con le istituzioni (incarnate in quest’occasione dalla
Comunità Montana Valli Chisone e Germanasca), sarà l’intuizione
dell’enorme valore di questo patrimonio minerario unico, perfettamente
conservato (perché appena dismesso) e potenzialmente ancora funzionante:
nel 1998 nasce SCOPRIMINIERA.
Iniziano così le visite alla miniera di talco più grande d’Europa.
Ma l’Ecomuseo Regionale delle Miniere e della Val Germanasca non è solo
miniere.
La cultura Valdese, così radicata in questa Valle, è sicuramente
una specificità da cui non è possibile prescindere: la storia
difficile di questa confessione religiosa, le persecuzioni dovute alle altalenanti
fortune delle dinastie che nei secoli si alternarono al potere, e la conseguente
chiusura culturale, dapprima imposta sottoforma di ghettizzazione, poi quasi
ricercata per, diciamo così, un istinto di auto-conservazione, hanno
portato ai giorni nostri un orgoglio di appartenenza religiosa d’altri
tempi. Sarà bello e curioso per il turista ignaro, visitare uno dei
Musei Valdesi e scoprire con quanta fierezza e dovizia di particolari storici
gli appartenenti a questa Chiesa Evangelica siano pronti a rispondere ad ogni
sua curiosità!
E poi: la moltitudine di paesaggi, diversi in ogni stagione eppure sempre incantevoli,
raggiungibili da una complessa ma ben segnalata rete di sentieri, la cui manutenzione è affidata
alla buona volontà di chi in questi angoli di paradiso vive la propria
quotidianità.
Così come è da sottolineare l’amore per questa montagna
dei tanti, giovani e meno giovani, che hanno deciso di non abbandonare la Val
Germanasca neanche per lavoro: con costanza, pazienza e qualche sacrificio
sono nati (o si sono rinnovati) in questi anni laboratori artigianali, allevamenti,
coltivazioni che il turista curioso potrà visitare magari pernottando
in una delle strutture ricettive (alberghi, foresterie, ma anche affittacamere e bed & breakfast, posti GTA, campeggi) e gustando prodotti tipici in un
ristorante, in una trattoria o direttamente in un agriturismo.
