Il TALCO
Per indicare il talco, minerale appartenente alla classe dei “fillosilicati”, in Val Germanasca si utilizza spesso l’appellativo “péiro douso” (pietra dolce, tenera). In effetti si tratta di un minerale assai morbido, untuoso al tatto, dalla struttura lamellare e di colore bianco con svariate gradazioni dal niveo al bianco-avorio, dal bianco-verdastro al grigio o brunastro.
Inizialmente impiegato come pietra ornamentale o per la produzione di oggetti di uso quotidiano (ferri da stiro, stufe, padelle,calamai, ecc…) assume un’importanza sempre maggiore con il progressivo riconoscimento delle sue peculiari proprietà chimico-fisiche, ossia essere inerte all’azione degli acidi (all’infuori dell’acido fluoridrico) ed a quella degli alcali, possedere un elevato punto di fusione (circa 1540° allo stato puro), assumere in seguito alla cottura un’elevata durezza (tale da rigare il vetro), risultare ottimo isolante e lubrificante a secco, avere un elevato potere assorbente delle sostanze grasse o lubrificanti.
All’inizio del XXesimo secolo, alla luce di tutte queste caratteristiche,
il talco inizia ad essere utilizzato in molteplici settori, non più sottoforma
di blocchi o pezzi, bensì ridotto in polvere finissima.
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