Il territorio e la comunità
La Val Germanasca è una delle valli delle Alpi Cozie: confina ad ovest,
per un breve tratto, con la Francia (Parco del Queyras), a nord con la Valle
Chisone, a sud con la Val Pellice.
Una valle interamente montana che si estende per 198,74 Kmq con una forma simile
ad un triangolo. Ha uno sviluppo di 30 km ed inizia dove il torrente Germanasca
(che nasce dal Lago Verde a 2583 m slm) si unisce con il torrente Chisone nei
pressi di Perosa Argentina.
Salendo verso Prali si aprono, sulla destra orografica, i valloni laterali
di Riclaretto e Faetto e, sulla sinistra orografica, quelli di Massello e Salza
di Pinerolo.
La cima più alta della valle è il Gran Queyron che misura 3060
m.
Val Germanasca, Val San Martino, Valle Oscura, Valle Nigra,Valle Bianca e
"Val Soupatto": sono le numerose denominazioni
attribuite a questa valle nel corso degli anni.
In particolare, Valle di San Martino deriva dal nome del paese in cui fu edificata
la prima chiesa in onore del Santo Vescovo di Tours, vissuto in
Francia
dal
316 al 396 circa. Ancora oggi, gli abitanti della Val Chisone e del Queyras
chiamano gli abitanti della Val Germanasca “martinâl” ed
anche il Colle d’Abries sulle carte geografiche francesi è denominato “Col
de Saint Martin”.
Val Germanasca, invece deriva dal torrente che la percorre in tutta la sua
estensione, suddividendosi in due rami, quello di Prali e quello di Salza/Massello.
"Valle nigra" o "valle oscura" parrebbero invece derivare dalla conformazione
stretta ed incassata della vallata, sui cui fianchi incombono folti boschi
di abeti
e larici.
Il nome "Valle bianca" è di epoca piuttosto recente e viene
associato sia alla presenza di importanti giacimenti di talco e marmo sia alla
folta
coltre di neve che d’inverno copre le sue bellissime montagne.
"Val Soupatto", infine, è il nome
col quale è conosciuta nel pinerolese.
Pare derivi dal fatto che gli abitanti che frequentavano le scuole della Val
Pellice, derisi in quanto ritenuti culturalmente inferiori, decidessero spesso
di ricorrere alle maniere forti per rispondere alle provocazioni conquistandosi
così il nome di “soupatto” che
indica “colui che percuote”.
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CARTINA DELLA VAL GERMANASCA |
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